SANDEMETRESE, UN SECOLO DI PASSIONE: DALLE PRIME SFIDE AL NUOVO SOGNO GRANATA

Prima ancora della classifica, c'era una comunità

Ci sono società calcistiche che si raccontano attraverso trofei, campionati e classifiche. E poi ci sono storie come quella della Sandemetrese, dove il calcio è diventato, nel corso dei decenni, parte integrante della memoria di una comunità. A San Demetrio Corone il pallone non è mai stato soltanto un gioco: è stato incontro, identità, orgoglio, sacrificio e appartenenza. Le testimonianze e le ricerche storiche locali fanno risalire la presenza del calcio sandemetrese a un periodo addirittura precedente alla metà del Novecento, mentre una documentazione fotografica oggi conservata e riproposta dagli studiosi locali testimonia una formazione datata 1947-48. Esistono inoltre riferimenti a una tradizione calcistica ancora più antica, con un racconto che affonda le proprie radici nei primi decenni del secolo scorso: un patrimonio di memoria che, proprio perché in parte affidato alle testimonianze e ai documenti recuperati nel tempo, merita di essere custodito e tramandato.

Il 1964-65 e l'inizio della grande avventura

La prima tappa certa e ufficialmente raccontata con dati di campionato porta alla stagione 1964-65. La Sandemetrese si impose nel campionato di Seconda Categoria conquistando il primo posto con 24 punti, davanti al Cotronei, fermatosi a quota 22, e all'Acri, terzo con 18. Fu l'inizio di una stagione destinata a cambiare il peso della squadra nel panorama dilettantistico calabrese. La società seppe costruire un gruppo nel quale convivevano talento locale e giocatori provenienti dall'area cosentina, con dirigenti e protagonisti capaci di comprendere che quella squadra poteva andare oltre i confini del paese. Tra i nomi ricordati dalle cronache figurano il presidente Achille Marchianò, l'allenatore Costantino De Simone e una generazione di calciatori destinata a entrare nella memoria collettiva. Da quel momento San Demetrio iniziò a guardare il calcio con occhi diversi: non più soltanto come una domenica di sport, ma come una possibile grande avventura.

Gli anni Sessanta: la Sandemetrese che fece sognare un paese

È negli anni immediatamente successivi che nasce quella che ancora oggi molti ricordano come la Sandemetrese leggendaria. Dal 1965 al 1970 la formazione granata affrontò campionati di Prima Categoria con ambizioni importanti e risultati che fecero parlare di sé ben oltre San Demetrio. Nelle stagioni 1967-68 e 1968-69 arrivarono due secondi posti, rispettivamente alle spalle di Castrovillari e San Lucido, mentre la squadra si confrontava con realtà di primo piano del calcio calabrese. Le cronache dell'epoca ricordano allenatori come Ubaldo Leonetti, ex Cosenza, e Callisto Bacillieri, già calciatore del Bologna, oltre a una rosa nella quale giocatori locali come Serra, Tocci, Chimenti, gli Altimari, Solano, Sposato, Macrì e i fratelli Luzzi condividevano lo spogliatoio con calciatori provenienti da Cosenza e dintorni. Era una squadra costruita per competere, capace di trasformare ogni partita in un appuntamento collettivo. Il sogno della Serie D rimase sullo sfondo, ma proprio quei campionati contribuirono a costruire il mito della Sandemetrese.

Dalle stagioni difficili alla rinascita: il cammino verso la Promozione

Come tutte le grandi storie sportive, anche quella granata conobbe momenti difficili. Dopo la straordinaria stagione degli anni Sessanta arrivarono campionati più complicati e periodi nei quali fu necessario ricostruire uomini, società e ambizioni. Ma la Sandemetrese seppe rialzarsi. La ristrutturazione dei campionati e il lavoro di dirigenti, tecnici e calciatori riportarono progressivamente la squadra verso le categorie superiori. Una prima svolta arrivò nel 1986-87, con la promozione dalla Terza alla Seconda Categoria; quindi, nel 1991-92, il salto dalla Seconda alla Prima Categoria. L'impresa più importante arrivò subito dopo: nella stagione 1992-93, la Sandemetrese conquistò la promozione in Promozione, raggiungendo quello che le fonti storiche locali indicano come il principale e più prestigioso traguardo ufficiale della propria storia. Furono anni firmati, tra gli altri, dall'allenatore Gennaro Mario De Cicco e dai presidenti Antonio Sposato e Achille Marchianò, con una generazione di calciatori che ancora oggi appartiene all'album dei ricordi granata.

Non soltanto prima squadra: il cuore giovane della Sandemetrese

La storia della Sandemetrese, però, non può essere racchiusa soltanto nei risultati della prima squadra. Uno dei capitoli più affascinanti è quello legato al settore giovanile, che nel tempo ha rappresentato un autentico laboratorio di calcio e di vita. Emblematico è il 29 giugno 1991, quando una formazione giovanile sandemetrese partecipò a un torneo internazionale a Roma, presso il Centro Sportivo Villa Gaia, confrontandosi con squadre provenienti anche da Spagna, Francia e Austria. Un'esperienza che racconta bene la vocazione della società a coltivare i giovani e a portare il nome di San Demetrio oltre i confini regionali. Tra gli episodi ricordati dalla memoria storica locale figurano inoltre le convocazioni di calciatori sandemetresi nelle rappresentative calabresi e le vicende di ragazzi che, grazie alle proprie qualità, arrivarono a suscitare l'interesse di società più importanti. In questo senso il calcio giovanile non è stato un capitolo secondario: è stato uno dei fili più resistenti attraverso cui la passione è passata da una generazione all'altra.

Il nuovo millennio, la lunga era Azzinnari e la rinascita dei colori granata

Il nuovo millennio ha portato con sé altri cambiamenti, nuovi dirigenti e nuove generazioni di calciatori. Tra le figure più significative dell'ultimo ventennio c'è certamente Gennaro Azzinnari, entrato nella dirigenza nel 2005 e divenuto presidente dalla stagione 2012-13, accompagnando la Sandemetrese attraverso una lunga fase della sua storia recente. Nel frattempo il calcio sandemetrese ha continuato a vivere tra ricostruzioni, difficoltà e nuovi slanci, fino alla rinascita della N.P. Sandemetrese 2021. La promozione conquistata nella stagione 2023-24, dalla Terza alla Seconda Categoria, ha rappresentato uno dei momenti più recenti di entusiasmo, seguita nella stagione 2024-25 dal raggiungimento della semifinale play-off. Nel 2025-26 la squadra ha poi sfiorato il ritorno in Prima Categoria: terzo posto nella regular season e finale play-off contro il Francavilla Lagaria, persa di misura per 1-0. Un epilogo amaro, ma anche la dimostrazione di una verità che appartiene alla Sandemetrese da sempre: quando sembra che tutto sia finito, il paese trova la forza per ricominciare.

Oggi comincia un'altra pagina: il passato non è un peso, è una promessa

Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce, nell'estate 2026, l'A.S.D. Nuova Calcio Sandemetrese. Una nuova società, con alla presidenza Damiano Aiello, affiancato dal presidente onorario Gennaro Azzinnari, dal vicepresidente Davide Salimbeni e dal segretario Paolo Antonio Marasco. La guida tecnica della prima squadra è stata affidata a Vincenzo Antonio Pacino, mentre Mario Molinari coordinerà la scuola calcio. La nuova Sandemetrese riparte dalla Prima Categoria, con l'ambizione dichiarata di restituire al calcio cittadino una dimensione all'altezza della propria tradizione e, soprattutto, con la volontà di coinvolgere nuovamente giovani, famiglie, tifosi e territorio. Ma questa non è semplicemente una nuova stagione. È il capitolo successivo di una storia che appartiene a intere generazioni. A chi ha giocato sulla terra e sull'erba, a chi ha seguito la squadra sotto la pioggia, a chi ha esultato per una promozione e sofferto per una retrocessione, a chi ha indossato quella maglia e a chi l'ha portata nel cuore senza mai scendere in campo. Perché una società può cambiare nome, dirigenti, giocatori e categorie. Quello che non cambia è il sentimento di una comunità. E la Sandemetrese, oggi come ieri, torna in campo con un debito bellissimo da onorare: continuare a scrivere la propria storia.

 


Fonti e riferimenti documentali

Per la ricostruzione sono state consultate e confrontate fonti locali, giornalistiche e federali, privilegiando i documenti ufficiali quando disponibili:

Nota redazionale: il testo è stato scritto ex novo e non riproduce passaggi delle fonti consultate. Le informazioni storiche non accompagnate da documentazione federale sono presentate come ricostruzioni provenienti dalla memoria e dalla documentazione storica locale, evitando di trasformare testimonianze o tradizioni in dati ufficiali.